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giovedì, 24 luglio 2008
 

come si fa a vedere chi mi commenta?
dico, ci sono certi posti dove vedi la lista di chi scrive a destra o a sinistra o che ne so.......
sono stanco........
e buonanotte...
postato da bevitore | 17:27 | commenti (5)


lunedì, 12 maggio 2008
 

sono stanchissimo
ho passato un fine settimana disastroso
l'unico momento sano è stato il pomeriggio di domenica trascorso a letto
e adesso si ricomincia una settimana assurda
postato da bevitore | 06:55 | commenti


sabato, 10 maggio 2008
 


Fiore d'Alcamo doc
Anno 2006
Gradi 12%
Prezzo coop € 3,34
Provenienza Sicilia
Immagine etichetta, non trovata sul web.

Ieri sera, tornando dal lavoro,  ero sporco cencioso ma dovevo fare la spesa.
Meno male che ero l'ultimo mentre la Sonia diceva all'altoparlante che di lì a dieci minuti avrebbero chiuso la cassa. Prendo due cose e vado, non ci metto undici minuti di sicuro.
La coop è piccola per fortuna.
Per cena mi sono preso un pezzo di merluzzo fritto. Non era un granché.
E poi questo vino, così. Ma ho scoperto che questo è un vino aromatico ma neanche tanto, diciamo un vino qualsiasi che si lascia bere.
Infatti si è lasciato bere così bene che mi sono addormentato sul divano (tanto per cambiare). Mi sono svegliato alle due e qualcosa. Con un po' di magone. Sono andato a letto e per fortuna anche lì mi sono addormentato quasi subito.

postato da bevitore | 08:48 | commenti (5)


venerdì, 09 maggio 2008
 

Il primo post sul vino che mi viene in mente veramente


Ieri o l'altro ieri mi sono trovato a passare per un luogo molto strano che parla di cose di poesia. Sì di poesie e libri ecc...ecc....però mi sono soffermato su una cosa tipo una discussione (discussione no, forse si chiama in un'altra maniera ma fa lo stesso) QUI e allora visto che si parlava di brindisi e cose di cincin (che è una parola cinese che vuol dire "auguri" e l'ho scoperto l'altra sera al gioco di Conti sul primo canale nazionale). Allora mi sono attaccato a questa cosa del vino che si usa per la messa e una tale Elena f., come facilmente notabile da quella cosa tanto strana che si chiama "link", ha messo una schedina (schedina? va beh....) molto ma molto interessante che copio e incollo qui sotto perché mi è piaciuta tanto:

elena f Says:
May 8, 2008 at 9:14 am

http://www.vatican.va/archive/ITA0276/__P37.HTM

l’articolo 924,3 del diritto canonico in merito al rito eucaristico dice:

§3. Il vino deve essere naturale, del frutto della vite e non alterato.

questa è la spiegazione che ho trovato

VINI DA MESSA
“Vinum debet esse naturale de gemine vite et non corruptum”

Così cita il canone 924 del Codice di Diritto Canonico.
In pratica l’uva deve essere integra, non può essere aggiunto alcol di patate o riso, così come è bandita ogni forma di acidità. Ai vini liquorosi di più facile mantenimento, una volta aperti, i prelati antepongono vini bianchi secchi o amabili con grado alcolico che si aggira sugli 11 gradi e ancor meno con quelli prodotti con uve da Moscato: è più facile consumare un bianco secco anche durante i pasti e poi il bianco macchia meno se cade sull’altare.

Il vino da messa è comunque stato in prevalenza rosso: tale è stato sempre il vino dei banchetti pasquali ebraici, in un certo senso i cristiani si sono adeguati fino al 1565 quando nel primo Sinodo di Milano si passò all’uso preferenziale del bianco.

Nella Chiesa non c’è mai stata uniformità: la chiesa d’Egitto fa ricorso al mosto spremuto al momento da uva passita. Gli armeni invece usavano vino puro, precisazione importante perché essi aggiungevano acqua calda al vino consacrato. I marconiti erano chiamati acquariani perché celebravano Messa solo con pane e acqua considerando il vini diabolico, altri ripetevano il rito miracoloso impiegando un polverina colorante rossa versata in acqua, gli ussiti pane e vino.

All’acqua erano fedeli in una minoranza, basti pensare al ruolo della Chiesa nella diffusione della vite per assicurarsi un rifornimento costante di vino da Messa.

Non fu forse un benedettino a inventare lo Champagne? Un tale Don Perignon?VIN SANTO
Rispettando le antiche consuetudini, le uve a grappoli sparsi con acini dalla buccia spessa vengono poste ad essiccare o appese su graticci in luoghi ventilati. L’appassimento può durare mesi e la pigiatura si effettua in prossimità della settimana santa.
E’ una delle ipotesi circa l’origine del nome che potrebbe forse derivare, secondo un episodio accaduto a Firenze nel 1349, da “xsantos” termine relativo ad un nettare greco.

In Toscana le uve più indicate sono il trebbiani, il grechetto, la malvasia. Dopo la vinificazione viene posto nei carartelli insieme con la “madre”, una sostanza nella quale fioriscono fermenti in grado di resistere alla alta concentrazione zuccherina. I contenitori sono riempiti per nove decimi e un minuscolo foro consente l’uscita del gas di fermentazione. Resteranno in cantina per almeno quattro anni.

e qui una curiosità
http://archiviostorico.corriere.it/1993/agosto/26/cambiamo_vino_messa_sincerum_cattivo_co_0_9308266095.shtml






grazie, ciao


postato da bevitore | 12:02 | commenti (1)


giovedì, 08 maggio 2008
 


niente di più appropriato, anche la bottiglia in alto a destra (ma io l'avrei messa a sinistra)
postato da bevitore | 10:32 | commenti (7)